Matti di Web https://mattidiweb.it Cosa non ti hanno mai detto del Web Wed, 28 Aug 2019 07:38:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.4 https://mattidiweb.it/wp-content/uploads/2017/05/mattidiweb-black-logo-png-quad2-500px-150x150.png Matti di Web https://mattidiweb.it 32 32 I problemi di privacy potrebbero danneggiare la crescita del mercato degli smart speaker https://mattidiweb.it/web/problemi-privacy-danneggia-crescita-mercato-smart-speaker/ Tue, 02 Jul 2019 08:46:52 +0000 http://mattidiweb.it/?p=519 Le preoccupazioni per la privacy stanno cominciando a pesare sull’adozione di smart speaker e potrebbero addirittura smorzare l’utilizzo tra i proprietari esistenti, secondo l’ultimo Smart Audio Report di NPR e Edison Research. Tuttavia, secondo il sondaggio realizzato ad oltre 2.600 adulti statunitensi, il 69% dei possessori dichiara di utilizzare quotidianamente l’assistente virtuale. Il 44% di […]

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Le preoccupazioni per la privacy stanno cominciando a pesare sull’adozione di smart speaker e potrebbero addirittura smorzare l’utilizzo tra i proprietari esistenti, secondo l’ultimo Smart Audio Report di NPR e Edison Research.

Tuttavia, secondo il sondaggio realizzato ad oltre 2.600 adulti statunitensi, il 69% dei possessori dichiara di utilizzare quotidianamente l’assistente virtuale.

Il 44% di questi, dichiara di fare “chiacchierate intelligenti” abbastanza spesso (di più rispetto a quando ha acquistato il dispositivo), mentre il 21% lo utilizza sporadicamente e meno frequentemente rispetto al momento subito successivo all’acquisto.

Il rapporto aggiunge che ci sono 118,5 milioni di smart speaker nelle case degli Stati Uniti, ma solo 53 milioni di proprietari: quindi alcune case hanno due, tre o più dispositivi.

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Riguardo le domande fatte agli smart speaker, gli ambiti più coinvolgenti sono sicuramente sull’uso di terzi dispositivi (esempio accensione/spegnimento luci, TV, tende, termostato) e l’intrattenimento musicale (Amazon Music o principali Skill Alexa per la radio).

Tuttavia, l’aspetto più interessante di questo studio riguarda l’insieme delle domande sulla privacy e su come influenzano le percezioni degli speaker e display intelligenti tra proprietari e non proprietari.

Non è stata trovata alcuna spiegazione per il declino nell’utilizzo da parte di quel 21% citato in precedenza, potrebbe riguardare sia la delusione rispetto alle capacità reali dei dispositivi, oppure, come altri risultati del sondaggio suggeriscono fortemente, potrebbero esser colpa delle tante preoccupazioni sulla privacy.

Privacy e sicurezza dei dati sono i principali blocchi della vendita di smart speaker.

Tra i soggetti non proprietari di uno smart speaker, rispetto al 2017, ci sono molte più preoccupazioni sulla privacy e sulla sicurezza, le quali fanno da freno per l’acquisto tra i non proprietari (vedi sopra).

Di seguito sono riportati i tre principali motivi per cui le persone non sono interessate a possedere un dispositivo dotato di assistente virtuale:

  1. Rischio di pirateria informatica
  2. Preoccupazioni per il fatto che “gli altoparlanti intelligenti sono sempre in ascolto”
  3. Preoccupati per le intercettazioni del governo.

Queste preoccupazioni sono condivise anche dagli attuali possessori di dispositivi, come indicato nella tabella sottostante. Questo è il motivo per cui deduciamo che il declino dell’utilizzo (21%) è legato alla privacy.

Contrariamente, ci sono anche dei risultati “positivi” nella relazione sulla lealtà e sull’impegno – come indicato dalla percentuale di utilizzo giornaliero dei dispositivi che si attesta al 69%.

Perché dovremmo preoccuparci?

Facebook non ha rilasciato alcun dato di vendita dei suoi smart speaker lanciati già da mesi.

C’è motivo di credere che le vendite siano state veramente negative, forse significativamente influenzate dalle preoccupazioni scaturite dai vari scandali legati alla società dal 2016 (come ad esempio, Cambridge Analytica).

A meno che “l’industria” non ripulisca il suo operato sulla privacy, le tecnologie promettenti come gli smart speaker potrebbero non essere all’altezza delle loro potenzialità a causa delle riserve dei consumatori.

Che dire? Vedremo come si evolverà la situazione, anche perché negli ultimi mesi le vendite a livello globale stanno aumentando, quindi può essere che tutte queste remore causate dalla privacy non siano così bloccanti per questo mercato.


Smart Audio Report 2019: Privacy

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Google sospende la licenza Android a Huawei https://mattidiweb.it/mobile/google-blocco-licenza-android-huawei/ Wed, 22 May 2019 07:15:02 +0000 http://mattidiweb.it/?p=512 I prossimi dispositivi Huawei perderanno l'accesso a Google Play Store, YouTube, Gmail, Chrome e a tutti i servizi Google

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(IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

I prossimi dispositivi Huawei perderanno l’accesso a Google Play Store, YouTube, Gmail, Chrome e a tutti i servizi Google

Da poche ore è uscita la news che Google interromperà alcune attività con Huawei che “richiede il trasferimento di hardware, software e servizi tecnici ad eccezione di quelli disponibili pubblicamente tramite licenze open source”, secondo un rapporto Reuters di lunedì 20 maggio.

La mossa arriva successivamente l’aumento della pressione sulla società cinese da parte dell’amministrazione Trump della settimana scorsa, incluso l’inserimento nella black list, tramite la quale Huawei non sarà in grado di acquistare facilmente componenti fabbricati negli Stati Uniti.

“Stiamo rispettando l’ordine e rivedendo le implicazioni”, ha detto un portavoce di Google alle principali agenzie.

“Per gli utenti dei nostri servizi, Google Play e le protezioni di sicurezza di Google Play Protect continueranno a funzionare su dispositivi Huawei esistenti.”

La dichiarazione è stata riportata sugli account dei social media di Google.

La mossa di Google è una delle più imporanti reazioni alle nuove restrizioni del governo degli Stati Uniti.

Per il settore consumer di Huawei, la mossa di Google significa che i futuri telefoni Huawei non saranno in grado di accedere agli aggiornamenti di Android, che, ricordiamo, è il sistema operativo mobile più utilizzato al mondo, i quali perderanno inoltre la possibilità di utilizzare o accedere a Google Play Store, Gmail, Chrome e YouTube.

Questo sviluppo è visto come un duro colpo per il business mobile di Huawei, anche se l’impatto potrebbe essere inferiore nel suo paese di origine, in Cina, dove ha riferito di aver distribuito alcune applicazioni che potrebbe utilizzare in caso di un divieto di Android.

Huawei Blocco licenza Android

Huawei ha la possibilità di utilizzare la versione pubblica e open-source di Android (Android Open Source Project) ma non avrà accesso a app e servizi Google essenziali. 

“Huawei sarà in grado di utilizzare la versione pubblica di Android e non sarà in grado di accedere a app e servizi proprietari di Google”, ha detto a Reuters una fonte.

I dettagli completi di tale sospensione devono ancora emergere, ma al momento la mossa sembra interessare i telefoni futuri, mentre i telefoni esistenti potranno ancora scaricare gli aggiornamenti delle app Google sul Play Store.

LEGGI ANCHE:
Le novità di Android dal Google I/O 2019
L’architettura del sistema operativo Android

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Le novità di Android dal Google I/O 2019 https://mattidiweb.it/mobile/novita-android-dal-google-i-o-2019/ Sat, 11 May 2019 09:33:02 +0000 http://mattidiweb.it/?p=484 Tutte le novità di Android che arriveranno entro la fine dell'anno direttamente dal Google I/O 2019.

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Android è il sistema operativo più popolare al mondo, ma non lo è solo per smartphone o tablet, questo poiché le modifiche alla guida operativa del colosso Google, influenzano anche altre piattaforme come Android Auto e Android TV.

APPROFONDIMENTO: Storia e origini di Android

Quindi ecco tutte le novità che arriveranno nell’ecosistema Android entro la fine dell’anno in corso.

Android Q vuole seguire l’innovazione, la privacy e le distrazioni digitali

Mentre le versioni beta di Android Q sono disponibili già da un paio di mesi, le nuove aggiunte finora si sono concentrate principalmente su semplici miglioramenti dell’interfaccia utente, come nuovi temi/template (inclusa una modalità scura a livello di sistema) e strumenti di sviluppo come un supporto migliore per i dispositivi con flessibilità degli schermi (i nuovi foldable).

Inoltre, all’I/O 2019, Google ha fatto luce su alcune nuove funzionalità più interessanti che arrivano su Android Q quando ufficialmente sarà online dal prossimo autunno.

Google sta anche promuovendo un supporto migliore per l’apprendimento automatico sul dispositivo, in modo da poter utilizzare meglio le funzioni Smart Reply o il riconoscimento delle immagini, che non solo rende queste funzionalità più veloce ma migliora anche la privacy e la sicurezza perché nessuna delle tue informazioni lascia il tuo telefono o tablet.

Ma per assicurarti che i tuoi dati siano al sicuro, Google sta cambiando il modo in cui poter controllare e valutare quale tipo di dati vengono memorizzati sul tuo dispositivo e come vengono condivisi.

In Android Q si avrà la possibilità di condividere la posizione solo mentre un dato viene attivamente utilizzato. Ma la vera grande spinta alla sicurezza è un nuovo framework per Android OS che consente alle persone di ottenere le ultime patch di sicurezza Android over-the-air, senza mai dover riavviare il telefono.

Nel frattempo, quando si parla di “benessere digitale”, Google ha visto un enorme miglioramento nella sua capacità di aiutare le persone a rilassarsi e ad abbandonare la sensazione di essere dipendenti dalla tecnologia utilizzando funzionalità e strumenti introdotti per la prima volta in Android 9 Pie. 

Quindi, per Android Q, Google sta portando avanti questa idea con l’introduzione di “Focus Mode“, una nuova modalità in Android che consente agli utenti di nascondere o disattivare le app più distratte del dispositivo in modo da poter svolgere un lavoro. Google sta anche migliorando i controlli da parte dei genitori in modo che i questi possano impostare limiti di utilizzo anche per le singole app. Niente più subdole maratone o inseguimenti per casa.

Le novità dell’Assistente Google (Google Assistant)

Inoltre, sebbene non sia propriamente una caratteristica di Android, anche l’Assistente Google sta acquisendo alcune importanti nuove abilità, specialmente per quanto riguarda la velocità. In precedenza, ogni richiesta all’assistente richiedeva l’aiuto del cloud per riconoscere i comandi vocali.

lcune importanti nuove abilità, specialmente per quanto riguarda la velocità. In precedenza, ogni richiesta all’assistente richiedeva l’aiuto del cloud per riconoscere i comandi vocali. 

Tuttavia, scoprendo come ridurre le dimensioni della libreria di riconoscimento vocale a meno di mezzo gigabyte, Google ha reso possibile che l’Assistente sia in grado di rispondere ai comandi vocali utilizzando solamente il dispositivo, senza la necessità di eseguire il ping del cloud.

Ciò significa che la velocità delle risposte dell’Assistente non sarà più in balia della connessione di rete.

Google fornisce all’Assistente Google anche la possibilità di rispondere a più richieste senza dire “OK, Google” o “Ehi, Google” ogni volta, il che sostanzialmente riduce la velocità con cui potrai conversare con l’Assistente.

E se ciò non bastasse, l’Assistente Google ha anche una modalità di guida dedicata per ridurre al minimo le distrazioni mentre sei in auto e nuovi suggerimenti più personalizzati quando stai cercando cose come le ricette.

Android Auto ha un nuovo volto (e anche un tema dark)

Con il lancio della prima automobile con Androic Auto (nativamente installato) destinata a raggiungere il mercato in meno di un anno, Google ha deciso di dare all’intera piattaforma un nuovo look per il 2019 che rende la piattaforma di Google più immediata al primo sguardo, rendendo più facile guardare applicazioni e informazioni importanti con un semplice colpo d’occhio.

Non solo la nuova interfaccia di Android Auto ha un nuovo tema di modalità oscura per prevenire qualsiasi tipo di cecità notturna insieme a un migliore supporto per display widescreen per auto, ma c’è anche una nuova barra di navigazione che ti consente di vedere le indicazioni stradali e le cose come i controlli del telefono e le tue app preferite, tutte allo stesso tempo.

Inoltre, il centro notifiche di Android Auto è stato aggiornato per evidenziare meglio gli ultimi messaggi e avvisi, in modo che si possa decidere meglio cosa è importante in questo momento e cosa può essere ignorato fino a quando la tua corsa non è terminata.

Infine, Google ha anche ottimizzato l’avvio di Android Auto, in modo che non appena si accenda l’auto, Android Auto inizierà a riprodurre qualsiasi brano che stavi ascoltando per ultimo e far apparire la tua app di navigazione preferita. Nuovi aggiornamenti per implementare i sistemi di infotainment Android Auto compatibili più avanti questa estate

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Tutte le nuove funzionalità sulla ricerca appena annunciate al Google I/O 2019 https://mattidiweb.it/web/nuove-funzionalita-sulla-ricerca-di-google-io-2019/ Thu, 09 May 2019 16:55:43 +0000 http://mattidiweb.it/?p=489 La conferenza annuale sugli sviluppatori di Google ha preso il via martedì 7 maggio a Mountain View con Google I / O 2019 promettendo una serie di importanti notizie che ricoprono tutti gli aspetti del business dei giganti della ricerca: dai dettagli sui nuovi dispositivi che sono trapelati alla conferenza alla prossima versione di Android. […]

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La conferenza annuale sugli sviluppatori di Google ha preso il via martedì 7 maggio a Mountain View con Google I / O 2019 promettendo una serie di importanti notizie che ricoprono tutti gli aspetti del business dei giganti della ricerca: dai dettagli sui nuovi dispositivi che sono trapelati alla conferenza alla prossima versione di Android.

L’intelligenza artificiale e il software hanno avuto la tendenza a entrare per un’enfasi eccessiva nelle conferenze del passato, ma la società ha dato il via libera con gli aggiornamenti del suo prodotto esclusivo, Search.

La società ha appena annunciato una nuova integrazione della fotocamera e delle funzionalità AR con “Search”, come la possibilità di inserire modelli 3D nei risultati di ricerca. L’azienda ha mostrato il suo utilizzo per scopi accademici e di studio, ma sarà senza dubbio particolarmente utile per lo shopping e la visualizzazione di prove sugli abiti e altri prodotti che vorresti acquistare.

Nell’ambito di questa presentazione, Google ha anche mostrato una nuova funzionalità per le fotocamere che viene inviata all’app di ricerca di Google Go per i suoi dispositivi più economici. Fondamentalmente è un portamento della funzione Lens di Google per i telefoni di fascia bassa e può fare qualsiasi cosa, dalla traduzione di vari segni in diverse lingue.

Mettere i modelli 3D direttamente nei risultati di ricerca, nel frattempo, è una continuazione dell’evoluzione di Search da una scatola costruita attorno all’input di testo in una finestra di tutte le innumerevoli tecnologie e competenze di Google che si presentano sotto il servizio della maggior parte dei prodotti dell’azienda. 

Sarà interessante vedere se la più profonda integrazione di AR nei risultati del motore di ricerca dominante del mondo renderà l’AR molto più ubiquitario di quanto lo sia ora. Vedremo.

“Una cosa è leggere che un grande squalo bianco può essere lungo 18 piedi. È un altro vederlo da vicino in relazione alle cose intorno a te “, spiega il vicepresidente di Google Aparna Chennapragada.

“Così, quando cerchi animali selezionati, otterrai un’opzione direttamente nel pannello di conoscenza per visualizzarli in 3D e AR.”

“Stiamo anche collaborando con partner come NASA, New Balance, Samsung, Target, Visible Body, Volvo, Wayfair e altri per far emergere i propri contenuti nella Ricerca. Quindi, che tu stia studiando l’anatomia umana a scuola o acquisti un paio di sneakers, sarai in grado di interagire con i modelli 3D e metterli nel mondo reale, direttamente dalla ricerca. “

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Come creare eventi ricorrenti in Google Task su desktop, Android e iOS

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Come creare eventi ricorrenti in Google Task su desktop, Android e iOS https://mattidiweb.it/web/creare-eventi-ricorrenti-google-task-desktop-android-ios/ Wed, 08 May 2019 08:30:05 +0000 http://mattidiweb.it/?p=475 Google Tasks è una fantastica app per gestire le attività da fare disponibil, e gestibile, su tutte le piattaforme. La facile user-interface, i controlli semplici e l’approccio immediato per la gestione delle attività ne fanno uno dei migliori tool per gestire la produttività. Per molto tempo, però, è mancata una funzionalità di base ma vitale, […]

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Google Tasks è una fantastica app per gestire le attività da fare disponibil, e gestibile, su tutte le piattaforme. La facile user-interface, i controlli semplici e l’approccio immediato per la gestione delle attività ne fanno uno dei migliori tool per gestire la produttività.

Per molto tempo, però, è mancata una funzionalità di base ma vitale, ovvero la possibilità di creare dei task ricorrenti.

Attività Google Crea attività ricorrente in primo piano

Tuttavia, tutto è cambiato in meglio da quando Google ha recentemente aggiornato la sua piattaforma per supportare tale funzionalità. Quindi, se non hai potuto usare Google Tasks fino ad ora solo perché dovevi ricreare ogni volta le cose da fare ogni giorno da zero, vediamo subito come puoi finalmente fare in modo che le attività aggiunte si ripetano su desktop, Android e iOS.

DESKTOP (WINDOWS E MACOS)

Su un desktop, Google Tasks si integra profondamente in Google Calendar, strumento veramente fantastico per la gestione del proprio calendario. Quindi potrarei occuparti dell’intero programma in un solo posto.

Quindi avvia Google Calendar e accedi con le credenziali del tuo account Google (se non lo hai già fatto) per iniziare. NOTA: mentre i passaggi seguenti descrivono la creazione di un’attività da zero, è anche possibile modificare qualsiasi evento già esistente, e fare in modo che si ripeta.

Passaggio 1: sul lato destro della finestra di Google Calendar, fai clic sulla piccola icona Google Task. Questo passaggio serve a far apparire Google Task.

Google Task Crea attività ricorrente 1

Passaggio 2: fare clic su Aggiungi un’attività per avviare la creazione di una nuova attività.

Google Task Crea attività ricorrente 2

NOTA: per impostazione predefinita, si arriverà nell’elenco delle risorse personali. Se lo desideri, utilizza il menu nella parte superiore del riquadro Tasks Google per passare a un altro.

Passaggio 3: dopo aver assegnato un nome all’attività, specificare l’elenco in cui si desidera che venga visualizzato, quindi fare clic sull’icona Modifica a forma di matita accanto ad essa.

Google Tasks Crea attività ricorrente 3

Passaggio 4: fare clic sul pulsante con l’etichetta Aggiungi data / ora.

Google Task Crea attività ricorrente 4

Passaggio 5: fare clic sull’opzione Ripeti infondo nella finestra a comparsa.

Google Task Creare un'attività ricorrente 5

Passaggio 6: specificare la frequenza con cui si desidera ripetere l’attività (giornaliera, settimanale, mensile o annuale).

Google Task Crea attività ricorrente 6

SCENARIO: per esempio, scegliendo “settimana”, sarà quindi possibile aggiungere un valore nel campo accanto, “1” per ripetere l’attività una volta alla settimana o “2” per far sì che avvenga ogni due settimane. E così via.

Passaggio 7: specificare una data di inizio, quindi impostare un orario. Infine, fare clic su OK per configurare l’attività da ripetere.

Google Task Crea attività ricorrente 7

Passaggio 8: fare clic sull’icona Indietro per salvare le modifiche.

Google Task Crea attività ricorrente 8

A questo punto dovresti vedere l’attività elencata con un’icona ‘ricorrente’ al di sotto di essa. Dopo averlo completato, controlla l’attività e verrà visualizzato di nuovo dopo l’intervallo di tempo specificato.

Google Task Crea attività ricorrente 9

Ogni volta che si desidera interrompere un’attività da ricorrente, è sufficiente iniziare a modificare l’attività e quindi eliminare il valore di frequenza ricorrente.

ANDROID E IOS

Su smartphone, Google Tasks ci sorprende poiché al momento non sono integrati con Google Calendar. Ciò significa che dovrai affidarti direttamente all’app Google Tasks per gestire le tue cose da fare.

Tuttavia, le versioni disponibili su Android e iOS sono tra loro molto diverse in termini di presentazione del menu. Quindi, adesso guardiamo l’app su Android, successivamente la versione per iOS.

Google Tasks – Android

Passaggio 1: iniziare a creare una nuova attività. Dopo aver dato un nome, tocca la piccola icona a forma di calendario, quindi tocca l’opzione Ripeti.

Google Task Crea attività ricorrente 11
Google Task Crea attività ricorrente 12

Passaggio 2: specificare la frequenza con cui si desidera ripetere le attività. Dopodiché, scegli una data in cui desideri che l’attività venga visualizzata per prima, quindi specifica un’orario.

Google Task Crea attività ricorrente 13
Google Task Crea un'attività ricorrente 14

Passaggio 3: tocca Fine, quindi tocca Salva per terminare la creazione dell’evento ricorrente.

Google Task Creare un'attività ricorrente 15
Google Task Crea un'attività ricorrente 16

Questo è tutto. L’attività ora apparirrà ripetutamente all’interno dell’intervallo di tempo specificato. Se vuoi impedire che ciò accada in futuro, tocca semplicemente l’attività, quindi rimuovi il valore ripetuto.

Google Tasks – iOS

Passaggio 1: iniziare a creare un’attività. Dopo averlo nominato, tocca la piccola icona a forma di calendario. Nella schermata seguente, tocca Non ripeti.

Google Task Crea attività ricorrente 18
Google Task Crea attività ricorrente 19

Passo 2: Sarai accolto con un elenco di preset ricorrenti che puoi immediatamente selezionare.

Se non ne trovi uno per il tuo caso, seleziona “Personalizzato”, quindi usa i tumbler per specificare la frequenza con cui desideri ripetere l’attività. Tocca “Fine” per procedere.

Google Task Crea attività ricorrente 20
Google Task Crea attività ricorrente 21

Passaggio 3: seleziona una data, scegli “Imposta ora di inizio”, quindi tocca Fine.

Google Task Crea attività ricorrente 22
Google Task Crea attività ricorrente 23

Passaggio 4: toccare Salva per terminare la creazione dell’evento ripetuto.

Google Task Creare un'attività ricorrente 24
Google Task Crea attività ricorrente 25

Ecco fatto! Il task sarà riccorente d’ora in poi. Se si desidera disattivare l’attività da ricorrente, toccarla e quindi rimuovere il valore ripetuto.

FUNZIONALITÀ VITALE, INFINE

La capacità di creare attività ricorrenti è una boccata d’aria fresca. L’applicazione, che ora sfiora quasi la perfezione, è stata segnata dalla mancanza di una funzionalità simile sin dal suo lancio.

Vero è che Google Task non ha ancora funzioni sofisticate come per esempio gli elenchi condivisi o le notifiche basate sulla posizione come in Reminders o To-Do di Microsoft.

Va detto però che la natura semplicistica del servizio è in realtà il vero e proprio fascino di questa applicazione. È tempo di metterlo finalmente a frutto.

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Gli studi raccomandano il mobile learning rispetto l’apprendimento tradizionale

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Come gestire i video tramite un Web CMS https://mattidiweb.it/web/come-gestire-video-tramite-web-cms/ Sun, 05 May 2019 14:05:59 +0000 http://mattidiweb.it/?p=429 La gestione dei video sul web ci porta delle problematiche da prevedere e gestire, cercando di rendere il sito conforme agli standard del Web.

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In questo articolo intendo mostrare come ho progettato e realizzato un sito web attraverso un Web Content Management System con l’obiettivo di gestire un archivio formato da file multimediali e audiovisivi (video), non considerando i contenuti e gli argomenti specifici delle singole risorse.

L’inserimento dei video sarà effettuato da una comunità di utenti, registrati e autenticati dal sistema, mentre l’accesso a tali risorse sarà fruibile da tutti.

Definizione e analisi del problema

La gestione di un archivio di file multimediali ci porta una serie di problematiche da prevedere e gestire in modo ragionato, cercando di ottimizzare tutti i passaggi previsti per rendere il sito conforme agli standard comuni e utilizzati in ambito Web.

Bisogna in questo caso porsi delle domande sul funzionamento e su come verrà organizzato il sito web:

  • Chi può inserire le risorse nel sito?
  • Come verranno inserite le risorse?
  • In che maniera saranno organizzate le risorse?
  • Tramite quale interfaccia e in che modo verranno visualizzate e ricercate le risorse?

Per rispondere a queste domande ho trovato quattro problematiche e questioni basilari su cui si deve fondare il sito web:

  • profilazione della comunità e degli utenti
  • aggiunta e descrizione della risorsa video digitale da parte dell’utenza
  • gestione da parte dell’utente delle risorse aggiunte (storico, cancellazione e modifica)
  • accesso, ricerca e visualizzazione della risorsa.

Profilazione della comunità e utenti

La registrazione di ogni singolo utente sarà necessaria per poter inserire le risorse video. In questo modo verrà costruito un database di profili di utenti aventi la possibilità di inserire e gestire i propri video caricati.

Questa registrazione prevederà l’inserimento di user name, password e una e-mail di riferimento alla quale verrà inviato in automatico una messaggio di verifica per procedere all’attivazione dell’account.

Dopo aver effettuato l’accesso tramite login con le proprie credenziali (user name e password), l’utente potrà accedere ai servizi online del sito, oltre a poter modificare il proprio profilo di iscrizione al sito.

Aggiunta e descrizione della risorsa video

L’utente loggato al sito accederà ad un pannello user-friendly per l’inserimento della risorsa, il quale richiederà l’inserimento di svariati campi riconoscitivi e descrittivi dell’oggetto da inserire.

Trattandosi di video multimediali, oltre al semplice caricamento da locale a Web del file, sarà prevista anche la possibilità di integrazione e incorporazione di video presenti su altre piattaforme Web (come Youtube, Vimeo e Dailymotion) tramite l’inserimento dell’URL della risorsa.

La descrizione del video sarà molto dettagliata e pertanto composta da metadati associati alla risorsa. Queste informazioni permetteranno l’identificazione e la gestione di una risorsa per determinate funzioni.

Ogni video sarà quindi composto dai seguenti metadati associativi:

  • Titolo;
  • Autore;
  • Data;
  • Durata;
  • Categoria;
  • Tags;
  • Descrizione
  • Indice interno dei frame.

Gestione da parte dell’utente delle risorse aggiunte

L’utente dopo aver inserito uno o più video, potrà visualizzare un pannello riepilogativo composto dalla lista dei video da lui caricati. Da questo pannello l’utente può compiere le seguenti azioni:

  • modificazione di ogni risorsa, correzione dei campi descrittivi nel caso in cui siano stati commessi degli errori;
  • cancellazione della risorsa dall’archivio.

Accesso, visualizzazione e ricerca delle risorse

Accedendo al sito si entrerà nella homepage, dalla quale seguendo tre diversi percorsi si potrà accedere alla singola risorsa video:

  1. accesso diretto a uno dei video presenti nella videogallery composta dalle risorse più visualizzate (immagine di anteprima e titolo) del sito;
  2. percorso tramite il menu di navigazione riguardante le macrocategorie e le eventuali sottocategorie in cui i video sono suddivisi;
  3. ricerca tramite la scrittura di uno o più termini chiave nella barra di ricerca situata nella parte superiore della pagina. Una volta consultato l’elenco e scelto il video da visionare è sufficiente cliccare sul titolo per accedere alla pagina che ne permette la visualizzazione.

La pagina di visualizzazione della risorsa sarà composta dal lettore video con al di sotto tutti i campi descrittivi associati, seguita da una lista di video correlati, ovvero appartenenti alla stessa categoria della risorsa visualizzata.

LEGGI ANCHE:
– Utilizzare Web CMS Open Source: vantaggi e svantaggi
– Le principali caratteristiche dei Web CMS

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Gli studi raccomandano il mobile learning rispetto l’apprendimento tradizionale https://mattidiweb.it/learning/studi-raccomandano-mobile-learning-rispetto-apprendimento-tradizionale/ Mon, 15 Apr 2019 09:19:15 +0000 http://mattidiweb.it/?p=444 L'apprendimento tramite dispositivi mobile può essere più efficace dell'insegnamento tradizionale? In Pakistan son convinti di si.

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Un recente studio condotto congiuntamente da Salman Manzoor e dal presidente della Karachi University Business School (KUBS), Dr Muhammad Asim, ha concluso che le classi orientate al mobile learning hanno maggior potenziale per poter aumentare le prestazioni accademiche degli studenti delle business school.

Lo studio in questione, realizzato dal presidente KUBS e dai suoi studenti, voleva scoprire i benefici dell’apprendimento tramite dispositivi mobile.

I punteggi raggiunti dagli studenti a metà trimestre e all’esame finale prima e dopo l’applicazione di Google Classroom, hanno rivelato una differenza tra i punteggi di apprendimento tramite dispositivi mobili e l’apprendimento tramite metodi tradizionali.

I risultati mostrano statisticamente una differenza significativa tra i due punteggi raggiunti dagli studenti.

I punteggi degli studenti nelle classi di m-learning erano significativamente più alti di quelli delle classi tradizionali.

Pertanto, lo studio ha raccomandato alle scuole di business in Pakistan di implementare il mobile learning al fine di aumentare l’inclinazione degli studenti.

Questo studio ha confermato che l’esistenza della tecnologia mobile ha aumentato le opportunità di insegnamento e di apprendimento. Nonostante l’introduzione di tali metodi innovativi già da parecchi anni, l’apprendimento non è stato ancora sviluppato in Pakistan e ora è nella sua fase di sviluppo.

Nei primi anni del mobile learning, ci si è concentrati principalmente sulla tecnologia, ma recentemente ci sono molte diverse prospettive sul mobile learning e ognuna si concentra su diversi aspetti, quali mobilità, ubiquità e individualismo.

Considerando l’uso dei dispositivi mobili da parte degli studenti pakistani per scopi diversi, lo studio si è concentrato sull’adozione dell’m-learning all’interno delle classi scolastiche prestando attenzione sia agli studenti sia agli insegnanti.

L’insegnamento ha trovato progresso nella tecnologia mobile e il suo utilizzo è aumentato significativamente in vari campi, tra cui il turismo, economia, banche, biblioteche e intrattenimento, oltre all’istruzione scolastica. Tutti questi progressi hanno portato gli educatori in Pakistan a prestare attenzione all’uso della tecnologia nel campo educativo.

Fonte:
https://fp.brecorder.com/2019/04/20190423466602/
– https://classroom.google.com/

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Cos’è il Mobile Learning: definizione e origini
Il rapporto tra E-learning e M-learning

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Il servizio “Goo.gl” di Google è ufficialmente morto https://mattidiweb.it/web/goo-gl-link-abbreviazione-google-ufficialmente-abbandonato/ Mon, 01 Apr 2019 08:10:51 +0000 http://mattidiweb.it/?p=438 L’abbreviatore di URL di Google, ” Goo.gl “, è stato ufficialmente abbandonato. Lanciato a dicembre 2009, l’URL shortener è stato creato per essere utilizzato con Google Toolbar e Feedburner. Tuttavia, da quel lancio, Google ha progressivamente affermato che il modo in cui le persone trovano i contenuti online è cambiato radicalmente. In altre parole, non […]

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L’abbreviatore di URL di Google, ” Goo.gl “, è stato ufficialmente abbandonato.

Lanciato a dicembre 2009, l’URL shortener è stato creato per essere utilizzato con Google Toolbar e Feedburner. Tuttavia, da quel lancio, Google ha progressivamente affermato che il modo in cui le persone trovano i contenuti online è cambiato radicalmente.

In altre parole, non c’è più un enorme bisogno di abbreviare i collegamenti delle pagine web.

Il servizio Goo.gl ha iniziato il suo arresto lo scorso anno, nel 2018, quando Google ha iniziato ad impedire ai nuovi utenti di creare nuovi collegamenti “brevi”.

Gli utenti che avevano già creato link tramite Goo.gl, potevano ancora continuare a farlo per un anno. Quell’anno è finalmente (e tristemente) arrivato e finito.

Ora non potrai più creare nuovi collegamenti brevi. I collegamenti Goo.gl esistenti continueranno comunque a funzionare.

Inoltre, Google consiglia agli sviluppatori di passare a Link dinamici Firebase.

Per quanto riguarda quegli utenti che proprio non potevano farne a meno, servizi come Bit.ly e Ow.ly (quest’ultimo integrato in Hootsuite) dovrebbero soddisfare le stesse esigenze di Goo.gl.

Per ulteriori informazioni su come spostarti da Goo.gl, consulta questo post del blog di Google.

LEGGI ANCHE:
– Aggiornamento algoritmo Google: Medic Update attivo da agosto 2018

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I principali WCMS Open Source https://mattidiweb.it/web/principali-web-content-management-system-open-source/ Sun, 23 Dec 2018 19:55:41 +0000 http://mattidiweb.it/?p=404 Wordpress, Joomla e Drupal sono i più noti Web Content Management System utilizzati al mondo. Ecco i motivi di questo successo planetario.

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Joomla, Drupal e WordPress sono al momento i più popolari WCMS open source utilizzati.

Drupal ha una curva di apprendimento più ripida e quindi è di difficile comprensione per gli sviluppatori che cercano di capirne il funzionamento e i suoi moduli al primo impatto. Richiede una conoscenza e una codifica più approfondita quando ci si vuole addentrare in una particolare personalizzazione.

Joomla è caratterizzato da una interfaccia utente migliore rispetto a Drupal, risultando più amichevole per i nuovi arrivati e più semplice nell’aggiungere pagine al sito.

WordPress è la soluzione perfetta per i piccoli siti web come i blog, in quanto possiede un’interfaccia semplice e facile da usare. Si possono avere dei problemi con WordPress quando si vuole fare qualcosa al di fuori del mondo blogging.

Comparazione tra differenti Web CMS Open Source

Comparazione tra differenti Web CMS Open Source

Breve panoramica sul mondo WordPress

Creato da Matt Mullenweg e rilasciato nel Maggio 2003, WordPress è ideale per la realizzazione di siti di dimensioni contenute (poche centinaia di pagine o meno), con un’organizzazione relativamente semplice e perfetto per i blog.

All’inizio del 2003 Matt Mullenweg era una matricola all’università di Houston, preoccupato dalla mancanza di aggiornamenti della piattaforma blogging che stava usando, decide di intraprendere un progetto utilizzando la licenza GPL : otto anni dopo Matt è il più giovane tra le persone influenti del Web e possiede un’azienda, Automattic, in attivo con 80 dipendenti.

APPROFONDISCI ➡ Come funzionano i Web CMS

WordPress è al momento (e col 60% ) il motore dei siti che utilizzano CMS, rappresentando la prova lampante di come si possa produrre reddito, creare posti di lavoro e animare un intero ecosistema attorno a un prodotto open source supportato principalmente da comunità e sviluppatori.

Col passare degli anni e delle versioni, questa piattaforma si è trasformata in una soluzione scelta anche per realizzare siti che ormai non hanno più nulla a che vedere col concetto di blog.

Tra i siti più rilevanti realizzati con WordPress abbiamo molte testate giornalistiche come Panorama, Wired Italia e Il Fatto Quotidiano.

Sono molti i brand internazionali che si sono affidati a WordPress come piattaforma per i loro siti istituzionali, tra i più famosi abbiamo Sony Music Entertainment, Walt Disney Company e Microsoft Studios. Non solo, anche la Casa Bianca ha scelto WordPress come CMS per il proprio sito.

wordpress backend 5

Pannello di amministrazione in WordPress 5

Le ultime versioni di WordPress hanno di fatto introdotto numerose funzionalità rendendolo estremamente versatile, mantenendolo al contempo molto facile da installare e utilizzare.

Nel campo del blogging, le potenzialità di questo CMS sono indiscutibili, ma non è adatto per creare e-Commerce o portali con molte pagine in quanto non è in grado di gestire siti di grandi dimensioni (non “scala” altrettanto bene come altri CMS in circolazione).

Uno dei grandi vantaggi dell’utilizzo di WordPress è che essendo utilizzato in grande scala, la maggior parte delle soluzioni ai problemi, sia banali che complessi, la si può trovare nel forum ufficiale, che si estende ai numerosi sviluppatori di temi e plugin, che in base alle segnalazioni di bug riescono a migliorarne il software.

Altri due fattori spesso spingono molti utenti verso l’adozione di questa piattaforma: la vasta disponibilità di temi grafici e quella dei plugin che permettono di estendere notevolmente le funzionalità di WordPress. I template grafici disponibili sono infiniti, sia gratuiti che a pagamento, e lo stesso vale per i plugin.

Breve panoramica sul mondo Drupal

Tutelato da licenza GNU GPL come Joomla, Drupal è un’ottima scelta per i siti più complessi, essendo un CMS molto potente, ma anche un progetto che, per dimensioni e complessità, all’inizio potrebbe intimidire.

Dalle versioni 6.x (attualmente l’ultima è la 7.26 rilasciata a Gennaio 2014), sono migliorate molte cose, come ad esempio l’installazione: se prima era necessario modificare a mano i file di configurazione, ora si può installare tutto comodamente, con una procedura guidata, direttamente online .

Notevoli miglioramenti sono stati apportati grazie ad un’accurata analisi di usabilità ed al conseguente miglioramento dell’interfaccia di amministrazione, che ora presenta controlli avanzati che ci permettono, ad esempio, di disegnare il layout dei blocchi attraverso il drag and drop.

La community, che ha reso possibile raggiungere questi risultati, conta un numero impressionante di sviluppatori, utenti e tester, che forniscono costantemente nuove idee e prodotti, quasi sempre in maniera gratuita, per poter realizzare le funzionalità più svariate. Più precisamente il portale della community Drupal[.]org conta oltre un milione di utenti e più di trentamila account di sviluppatori.

La storia di Drupal ha inizio nel 2000, tra i banchi dell’università di Anversa. All’epoca l’ateneo non forniva l’accesso gratuito ad internet per gli studenti, per questo Dries Buytaert e Hans Snijder decisero di installare un router Wireless alla connessione ADSL per condividere la connessione. Tuttavia non vi era alcun sistema per condividere file ed informazioni, per cui Dries creò un piccolo sito interattivo che permettesse agli studenti di inviare note e notizie utili a tutti.

Finita l’università, il gruppo di studenti decise di pubblicare il sito in internet, in modo che essi potessero continuare a comunicare, per cui nacque drop.org. Una volta pubblicato sul Web, l’utenza del sito aumentò e i membri iniziarono a parlare di autenticazione, moderazione, rating, syndication e di come implementarle sul sito. Nel 2001 Dries decide di rilasciare il software dietro drop.org con il nome di Drupal e con licenza open source, per permettere ad altre persone di utilizzare ed estendere il sistema.

Supporta una vasta gamma di strutture di sito e grazie ai componenti aggiuntivi è possibile definire regole dettagliate per personalizzare alcuni tipi di contenuti.

Il pacchetto base di Drupal non prevede un editor di tipo WYSIWYG, ma lo si può tranquillamente installare, rendendo più semplice la gestione dei contenuti e degli aggiornamenti per gli amministratori. Le numerosi opzioni e impostazioni che rendono tale CMS flessibile e potente, lo rendono però molto complesso, e capire cosa offre il sistema e come configurarlo è più difficile rispetto a WordPress e Joomla.

Tra i siti più importanti realizzati in Drupal abbiamo il sito della NASA (http://www.nasa.gov), il sito governativo http://www.Recovery.gov che fornisce una visione alla popolazione americana sui finanziamenti governativi erogati, il portale web CliftonHill (http://www.cliftonhill.com) parco giochi nelle vicinanze delle cascate del Niagara , il sito del videogioco online Battlefield (http://www.battlefield.com) e il portale web, di poco successo, The Go Network (http://www.go.com) inglobato nel sito di The Walt Disney Company.

Breve panoramica sul mondo Joomla!

Joomla! nasce come fork di Mambo, un CMS open source preesistente, nell’agosto del 2005. Il team di sviluppo di Mambo, affiancato da molti volontari, decise di staccarsi per iniziare un nuovo progetto (Joomla!), poiché erano in disaccordo con le politiche della Miro International, azienda australiana detentrice del marchio registrato “Mambo”. Per supportare il nuovo progetto, in termini organizzativi, economici e legali, venne in seguito istituita l’organizzazione no-profit Open Source Matters8.

Distribuito gratuitamente, su licenza open source (GNU GPL), Joomla è sviluppato in linguaggio PHP, supporta al momento solo il motore di database MySQL e risulta installabile su qualsiasi sistema operativo e web server con supporto PHP.

Come WorPress, anche Joomla può contare su un buon supporto in rete e di un elevato numero di plugin e template in circolazione, ma soprattutto ha una capacità di gestione degli utenti davvero efficace. Attualmente è il secondo WCMS più utilizzato dopo WordPress, coprendo quasi il 9% del mercato (vedi Tabella 1 a pag.35).

backend joomla 3

Back-end di Joomla! versione 3.2.1

Joomla è la soluzione ideale per siti con molti utenti e contenuti da gestire, che presentano un’elevata complessità di gestione, come i portali. Come esempio tra i siti web più rilevanti realizzati con Joomla (dati aggiornati al 2014) ce ne sono diversi istituzionali internazionali e non, come il sito del Ministero della Difesa della Grecia (http://www.mod.mil.gr) e il sito del Ministero dello Sviluppo Economico Italiano (http://www.mise.gov.it), ma anche portali come il Portale Italiano al servizio del cittadino (http://www.italia.gov.it). Per mostrare il variegato utilizzo di tale WCMS, cito in aggiunta il sito del Banco di Desio e della Brianza (http://www.bancodesio.it), la Triennale di Milano (http://www.triennale.it), MTV Grecia (http://www.mtvgreece.gr), l’Università del Nebraska (http://www.nebraska.edu) e il giornale politico americano The Hill (http://www.thehill.com).

Uno dei limiti di Joomla è che ogni singolo contenuto è in genere associato ad una sola pagina: il sistema diventa quindi più semplice da capire ma può essere pesante da aggiornare. Inoltre vi è la limitazione di associare una sola categoria per articolo, il che può rendere necessaria la duplicazione di contenuti.

La struttura di Joomla poggia su un insieme di librerie di oggetti riutilizzabili, denominato ‘core framework’, che contengono le funzionalità di base per il controllo del CMS.

core joomla mysql

Le Estensioni, definite dagli stessi sviluppatori come la chiave di volta di questo CMS, si integrano col software base, sono in grado di comunicare tra loro agendo individualmente e in gruppo in modo da potenziare le possibilità di base di Joomla, non solo sotto l’aspetto funzionale ma anche grafico e linguistico .
Joomla presenta cinque diversi tipi di estensioni:

  • Componenti, che generalmente creano vere e proprie sezioni e tipologie di contenuto. Tra i componenti di base vi sono la gestione e visualizzazione di articoli, la gestione utenti e moduli di contatto. Esempi di componenti aggiuntivi sono gallery, gestione download, forum.
  • Moduli, cioè blocchi posizionabili nella pagina, per la visualizzazione di informazioni o l’accesso a funzionalità. Sono esempi di moduli un riquadro per l’accesso degli utenti, i menu, un elenco con gli ultimi articoli.
  • Plugin, funzioni che operano a vari livelli, innestandosi all’interno dei componenti. I plugin possono operare filtraggi, elaborazioni, aggiunta di funzionalità nei contenuti, o mettere a disposizione editor di testo avanzati.
  • Template, che definiscono i modelli di presentazione grafica delle pagine, sono costituiti principalmente da file PHP (in formato HTML) e CSS, oltre ad immagini e altri materiali.
  • Lingue, che prevedono l’aggiunta del supporto per lingue specifiche .

Queste estensioni sono tutte facilmente scaricabili dal sito ufficiale di Joomla (https://www.extensions.joomla.org) e al momento conta più di 7500 estensioni compatibili con le versioni di Joomla dalla 2.5 in su.

Per dare qualche numero, il forum ufficiale di Joomla conta circa tre milioni di post ed è composto da oltre seicentomila utenti, mentre il forum ufficiale italiano è formato da 63 mila utenti e sono stati raggiunti quasi un milione di post.

LEGGI ANCHE:
– Utilizzare Web CMS Open Source: vantaggi e svantaggi
– Le principali caratteristiche dei Web CMS

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Utilizzare Web CMS Open Source: vantaggi e svantaggi https://mattidiweb.it/web/web-cms-open-source-vantaggi-svantaggi/ Thu, 08 Nov 2018 10:45:55 +0000 http://mattidiweb.it/?p=400 Abbiamo già spiegato in questo articolo cosa si intende per Web CMS open source, vediamo adesso quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’uso di queste piattaforme web. I vantaggi nell’utilizzo dei Web CMS Open Source Nessun costo o canone di licenza per l’utilizzo di questi software. Possibilità di trovare migliaia di schemi grafici, plugin […]

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Abbiamo già spiegato in questo articolo cosa si intende per Web CMS open source, vediamo adesso quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’uso di queste piattaforme web.

I vantaggi nell’utilizzo dei Web CMS Open Source

  • Nessun costo o canone di licenza per l’utilizzo di questi software.
  • Possibilità di trovare migliaia di schemi grafici, plugin e componenti aggiuntivi completamente gratuiti tramite i relativi siti e portali delle community. Tuttavia si trovano parecchi componenti, interessanti e più elaborati, a dei prezzi molto competitivi.
  • Trovare una molteplicità di soluzioni e guide in linea disponibili online per i diversi componenti e le principali impostazioni. Esistono numerosi blog nei quali si discutono i vari temi affrontati durante l’installazione o l’utilizzo di tali sistemi, riuscendo ad aiutare in modo efficace l’utente nuovo, o esperto, nel superamento dei possibili problemi.
  • La possibilità di scegliere tra una vasta comunità di società di sviluppo siti web e agenzie digitali, disposte e in grado di sviluppare il sito web su un sistema open source [1] .

➝ LEGGI ANCHE: Cenni storici sulla nascita e sviluppo dei Web CMS

Quali svantaggi puoi avere utilizzando WCMS Open Source

L’utilizzo di questi sistemi di gestione dei contenuti open source porta anche delle complicazioni, tra cui abbiamo:

  • Tempi lunghi di ricerca per scegliere e decidere quale di questi sistemi risponde maggiormente e in modo migliore alle esigenze dell’utente; vi sono molti WCMS disponibili in rete e ciascuno di questi prodotti ha caratteristiche diverse, quindi vi è la necessità di ricercare ciascuno di essi e scoprire le relative caratteristiche.
  • I WCMS open source comprendono diversi componenti e funzionalità, molte delle quali non vengono poi utilizzate dall’utente nella realizzazione del proprio sito web, rallentando la velocità generale del sito.
  • L’apprendimento a volte può essere più lento, poiché questi sistemi standard hanno svariate funzioni avanzate, di difficile comprensione per l’utente che si avvicina per la prima volta.
  • Le correzioni dei bug e gli aggiornamenti sulla sicurezza vengono rilasciati dal fornitore. I WCMS open source rilasciano nuove versioni del proprio core CMS molto spesso, normalmente per tappare delle falle sulla sicurezza, sistemare bug e aggiungere nuove funzionalità. L’installazione delle nuove versioni diventano in un certo senso obbligatorie per non rischiare di incorrere in complicazioni riguardanti la protezione.
  • La personalizzazione è ben ottimizzata anche se, in linea di massima, rimane più limitata rispetto ai sistemi commerciali.

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– Le principali caratteristiche dei Web CMS
– Come funzionano i Web CMS

FONTE:
– [1]  Jeff Kline, Open Source vs Commercial content management systems, dal sito: www.accrinet.com

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